Carissimi,
vi riporto l'estratto di un articolo scritto da Inos Biffi su l'Osservatore Romano, che ho avuto modo di leggere sul sito www.chiesa tramite Sandro Magister.
COME LE SCRITTURE PARLANO DEL DEMONIO
di Inos Biffi
Dopo che è apparso l’uomo, opera del sesto giorno della creazione, si avverte la presenza di qualcosa di misterioso e di inquietante, quella del serpente. Quello che intraprende presso i progenitori e che si ripromette di ottenere da loro stupisce e sconcerta: si propone di insinuare in essi il sospetto nei confronti di Dio, di persuaderli cioè che i divieti da lui posti provengono da una sua gelosia, da un suo timore di essere equiparato da loro. Il serpente incarna, proprio all’inizio del mondo e della sua storia, la presenza di un essere invidioso: "Per invidia del diavolo la morte è entrata nel mondo" (Sapienza, 2, 24).
Nel Nuovo Testamento si torna spesso su quel serpente. Gesù vi si riferisce dichiarando che il diavolo è "omicida fin da principio"; in lui "non c’è verità"; "quando dice il falso, dice ciò che è suo, perché è menzognero e padre della menzogna" (Giovanni, 8, 44). E ancora Gesù lo definisce "Principe di questo mondo" (Giovanni, 12, 31; 16, 11).
Paolo afferma che "con la sua astuzia il serpente sedusse Eva" (2 Corinzi, 11, 3): e accenna a chi si perde "dietro a Satana" (1 Timoteo, 5, 14). Lo stesso apostolo parla del vivere mondano con cui si segue "il principe delle potenze dell’aria, quello spirito che opera negli uomini ribelli" (Efesini, 2, 2); fa menzione delle "insidie del diavolo" e della nostra battaglia "contro i principati e le potenze, contro i dominatori di questo mondo tenebroso, contro gli spiriti del male" (Efesini, 6, 12).
La prima lettera di Pietro nomina il "nemico", "il diavolo", o l’"accusatore", che "come un leone ruggente va in giro cercando chi divorare" (5, 8). E nelle lettere di Giovanni è ricordato "l’anticristo" che deve venire (1 Giovanni, 2, 18); il "bugiardo" che nega che Gesù è il Cristo; l’"anticristo" che "nega il Padre e il Figlio" (2, 22). Nell’Apocalisse è scritto: "Scoppiò una grande guerra nel cielo: Michele e i suoi angeli combattevano contro il drago. Il drago combatteva insieme ai suoi angeli, ma non prevalse e non vi fu posto per loro in cielo. E il grande drago, il serpente antico, colui che è chiamato diavolo e il Satana e che seduce tutta la terra abitata, fu precipitato sulla terra e con lui anche i suoi angeli" (12, 7-9).
*
Tra questi testi e l’esegesi di Gesù sul diavolo, omicida e menzognero dal principio, l’accordo è perfetto: si tratta di un essere ostile a Dio, del quale mira a sconvolgere la Parola, e insieme ostile all’uomo che si propone di sedurre e di indurre a ribellarsi al disegno divino. È il maligno. In particolare, l’accordo esegetico riguarda colui al quale il diavolo riserva la sua avversione, cioè Gesù Cristo.
Sono poste così in antitesi due regalità: quella di Gesù e quella del principe di questo mondo. Il demonio non può tollerare Gesù Cristo e in tutti i modi cerca di intralciare l’eterno piano divino concepito su di lui. Così nel deserto.
Ma Gesù si proclama vincitore di questo principe: "Viene – dichiara – il principe del mondo; egli contro di me non può nulla" (Giovanni, 14, 30); precisamente, è al sopraggiungere dell’ora di Gesù, quella del suo innalzamento sulla croce e alla destra del Padre, che quel principe viene abbattuto: "Adesso è il giudizio di questo mondo; adesso il principe di questo mondo sarà gettato giù". Con l’effusione dello Spirito dal Signore glorificato quel principe trova la sua condanna (Giovanni, 16, 11). Specialmente Paolo rimarca la signoria del Risorto: in lui il Padre "ci ha liberati dal potere delle tenebre" (Colossesi, 1, 13) e "ha privato della loro forza i principati e le potenze", e "ne ha fatto pubblico spettacolo, trionfando su di loro in Cristo" (2, 15).
Il cristiano è divenuto partecipe della signoria di Gesù sul demonio: "da morti che eravamo per le colpe, ci ha fatto rivivere con Cristo. Con lui ci ha anche risuscitato e ci ha fatto sedere nei cieli, in Cristo Gesù" (Efesini, 2, 5-6).
Pur definitivamente vinto dal Signore, il demonio tenta ancora di insidiare e di far cadere l’uomo redento. Per questo occorre essere vigilanti. Pietro parlava del suo ruggito e della sua non spenta volontà di nuocere; Paolo esorta ad afferrare lo scudo della fede, con cui spegnere le "frecce infocate del maligno" (Efesini, 6, 16). E Gesù stesso aveva insegnato a pregare chiedendo al Padre di liberarci dal maligno (Matteo, 5, 13).
*
Le molteplici esegesi sul serpente che appare alle origini ci inducono ad alcune considerazioni.
La prima è sulla “storia” consumata e decisa prima della creazione dell’uomo, e consistita nello scoppio di "grande guerra nel cielo" (Apocalisse, 12, 7), ossia in un consenso o in una ribellione avvenuti nel mondo angelico: un consenso o una ribellione non generici ma mirati al concreto ed eterno progetto divino, che è personalmente Gesù Cristo.
L’orgogliosa insofferenza degli angeli ribelli ha come oggetto Gesù, il "primeggiante su tutte le cose", e quindi primeggiante anche su di loro. Si capisce, allora, come mai la vita di Gesù sia intralciata dalla presenza e dalle macchinazioni del diavolo; e all’opposto – dall’annunzio della sua nascita fino all’ascensione – sia accompagnata, servita e consolata dalla presenza degli angeli, che gioiscono di lui, e con lui sono vincitori del grande drago e dei suoi satelliti, scacciati dal cielo e precipitati, come affermava l’Apocalisse. Gesù stesso affermava d’aver visto "Satana cadere dal cielo come una folgore" (Luca, 10, 18) e parlava del "fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli" (Matteo, 25, 41).
Abbiamo parlato di storia che precede quella visibile dell’uomo: quel che noi conosciamo è quanto affiora come da un panorama nascosto, che ci oltrepassa e ci sfugge e che adesso possiamo solo presumere e intuire.
*
La seconda considerazione riguarda il potere impressionante di Satana: esso è così forte e tenace che soltanto la forza del Figlio di Dio lo può piegare e sgominare; anzi, la forza del Figlio di Dio confitto alla croce, e quindi in una condizione di un’estrema debolezza umana, che paradossalmente diviene senza fatica potenza assoluta. Il diavolo riesce a coinvolgere tutto e tutti, ma di fronte a Gesù risulta affatto soccombente. Il Crocifisso risorto ricrea un’umanità vincitrice, sottratta all’influsso perverso del maligno. All’attrattiva del dominio subentra l’attrattiva di Cristo, che dichiara: "Quando sarò innalzato da terra, attirerò tutti a me" (Giovanni, 12, 32). Solo condividendo il vigore di Gesù morto e glorioso noi riusciamo a opporci alla lusinga del serpente delle origini.
Potrebbe tuttavia rimanere una domanda: senza dubbio la caduta dell’angelo e dell’uomo dipende unicamente dalla libera volontà della creatura; non solo: il perdono dell’uomo era incluso nell’amore misericordioso del Padre, che predestinava il Figlio Gesù redentore; ma perché l’ordine concreto scelto da Dio include quella caduta e quindi la realtà del peccato? A questo non siamo in grado di rispondere: appartiene al "pensiero del Signore", ai suoi "insondabili giudizi" e alle sue "inaccessibili vie" (Romani, 11, 32-34).
Buona lettura,
un caro saluto.
Teòfilo
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martedì 14 maggio 2013
mercoledì 16 gennaio 2013
Colloquio N° 12
Carissimi,
trascorso il periodo di festa in cui abbiamo vissuto con gioia e fede il fatto grandioso che ha cambiato per sempre la storia, ovvero Dio che si è fatto uomo in Gesù, abbiamo ripreso il nostro percorso nel tempo ordinario, che non dobbiamo misurare nell'accezione di monotono o noioso, ma anzi ordinario perché in questo tempo si vive l'ordine di Dio che la Chiesa, sua sposa celeste e corpo mistico, ci indica.
Abbiamo indubbiamente tutti bisogno di ordine nella nostra esistenza, consapevoli tuttavia, che tale ordine non può consistere in un ordine umano, terreno, secondo le leggi degli uomini, ma dobbiamo vivere l'ordine di Dio, che è colui che unico ha plasmato il cosmo, colui per il quale tutto esiste e sussiste, riuscendo così a sperimentare hic et nunc una porzione di eternità pur nella dimensione ancora incompleta - poiché vincolata al tempo ed allo spazio - che consiste nella vita terrena.
Infatti, prova dell'assenza di questo ordine secondo Dio sono i molti uomini e donne nel mondo, i quali pur avendo Gesù, immagine di Dio, quotidianamente presente come luce abbagliante, si rifugiano nell'ombra del peccato, dell'errore, del vizio, dando libero sfogo ad un egoismo inumano che degrada l'umanità stessa conducendola verso l'autoeliminazione.
Un caso esemplare è costituito dalle recenti proposte legislative avvenute in Francia in merito al criterio con cui si pensa di definire l'essere umano in merito alla procreazione, come in merito al vincolo del matrimonio. L'errore e la presunzione arrogante che tali manovre sottendono sono grandi, come grandi saranno gli effetti nefasti che tali decisioni porteranno a produrre: come può l'uomo arrogarsi il diritto di autodefinirsi non più come padre o madre ma, utilizzando iperboli linguistiche "genitore 1" e "genitore 2"? Come può l'uomo pensare che non sia assolutamente assurdo - quasi da malattia psicofisica - ritenere un figlio non come frutto dell'unione tra due diversi: uomo e donna? Come si può pensare che il matrimonio - unione stabile che definisce la famiglia quindi una procreazione - possa essere tale anche se non sussiste il criterio basico per la riproduzione (che peraltro essendo i figli dono di Dio, non è detto che vi siano anche in normali matrimoni eterosessuali)? Come si fa dunque a non credere all'evidenza, di una evoluzione antropologica, biologica, geologica e naturale, ma soprattutto alla storica e reale presenza di Dio?
Si può spiegare in parte con l'ignoranza ormai estremamente diffusa in ogni popolo del c.d. occidente sviluppato, si può forse spiegare con l'intenzione da parte di alcuni, di favorire un modello di sviluppo prevalentemente tecnico, fondato sugli strumenti e non più sugli uomini. Si può spiegare anche con il forte eco rumore che fanno le persone dedite al vizio per non ascoltare la voce della propria coscienza e così perpetrare i comportamenti peccaminosi. Ma alla base vi è sicuramente il male, che assogetta i popoli e prima ancora i cuori delle persone. Come un veleno che si diffonde in un corpo, anche il male agisce nel mondo. Il fatto è dunque che pochi, pochissimi (rispetto alle persone della Terra) in possesso di quasi tutto hanno accettato le seduzioni del maligno e governano secondo criteri diabolici. Tuttavia, parimenti, anche i popoli, beneficati dall'amore di Dio rispondono per quanto loro possibile, con le opere di bene e secondo la volontà di Dio.
Ma i cristiani? Dove sono i cristiani? Dove sta il sale della Terra? E' forse divenuto insipido? Gesù ci ha detto: "quando tornerò, troverò ancora fede sulla terra?" Noi cristiani abbiamo un compito grande, perché grande è la grazia che quotidianamente il Signore Dio riversa su di noi abbondantemente: la testimonianza. Noi dobbiamo testimoniare con la nostra vita, la nostra preghiera e le nostre opere, l'esistenza di un Dio buono, salvatore e misericordioso!
Invochiamo dunque la misericordia del Signore, perché si estenda su di tutti, perché chi oggi è schiavo del demonio, possa convertirsi e diventare anch'egli parte della Chiesa, di Gesù, di Dio.
Un caro saluto,
Teòfilo.
trascorso il periodo di festa in cui abbiamo vissuto con gioia e fede il fatto grandioso che ha cambiato per sempre la storia, ovvero Dio che si è fatto uomo in Gesù, abbiamo ripreso il nostro percorso nel tempo ordinario, che non dobbiamo misurare nell'accezione di monotono o noioso, ma anzi ordinario perché in questo tempo si vive l'ordine di Dio che la Chiesa, sua sposa celeste e corpo mistico, ci indica.
Abbiamo indubbiamente tutti bisogno di ordine nella nostra esistenza, consapevoli tuttavia, che tale ordine non può consistere in un ordine umano, terreno, secondo le leggi degli uomini, ma dobbiamo vivere l'ordine di Dio, che è colui che unico ha plasmato il cosmo, colui per il quale tutto esiste e sussiste, riuscendo così a sperimentare hic et nunc una porzione di eternità pur nella dimensione ancora incompleta - poiché vincolata al tempo ed allo spazio - che consiste nella vita terrena.
Infatti, prova dell'assenza di questo ordine secondo Dio sono i molti uomini e donne nel mondo, i quali pur avendo Gesù, immagine di Dio, quotidianamente presente come luce abbagliante, si rifugiano nell'ombra del peccato, dell'errore, del vizio, dando libero sfogo ad un egoismo inumano che degrada l'umanità stessa conducendola verso l'autoeliminazione.
Un caso esemplare è costituito dalle recenti proposte legislative avvenute in Francia in merito al criterio con cui si pensa di definire l'essere umano in merito alla procreazione, come in merito al vincolo del matrimonio. L'errore e la presunzione arrogante che tali manovre sottendono sono grandi, come grandi saranno gli effetti nefasti che tali decisioni porteranno a produrre: come può l'uomo arrogarsi il diritto di autodefinirsi non più come padre o madre ma, utilizzando iperboli linguistiche "genitore 1" e "genitore 2"? Come può l'uomo pensare che non sia assolutamente assurdo - quasi da malattia psicofisica - ritenere un figlio non come frutto dell'unione tra due diversi: uomo e donna? Come si può pensare che il matrimonio - unione stabile che definisce la famiglia quindi una procreazione - possa essere tale anche se non sussiste il criterio basico per la riproduzione (che peraltro essendo i figli dono di Dio, non è detto che vi siano anche in normali matrimoni eterosessuali)? Come si fa dunque a non credere all'evidenza, di una evoluzione antropologica, biologica, geologica e naturale, ma soprattutto alla storica e reale presenza di Dio?
Si può spiegare in parte con l'ignoranza ormai estremamente diffusa in ogni popolo del c.d. occidente sviluppato, si può forse spiegare con l'intenzione da parte di alcuni, di favorire un modello di sviluppo prevalentemente tecnico, fondato sugli strumenti e non più sugli uomini. Si può spiegare anche con il forte eco rumore che fanno le persone dedite al vizio per non ascoltare la voce della propria coscienza e così perpetrare i comportamenti peccaminosi. Ma alla base vi è sicuramente il male, che assogetta i popoli e prima ancora i cuori delle persone. Come un veleno che si diffonde in un corpo, anche il male agisce nel mondo. Il fatto è dunque che pochi, pochissimi (rispetto alle persone della Terra) in possesso di quasi tutto hanno accettato le seduzioni del maligno e governano secondo criteri diabolici. Tuttavia, parimenti, anche i popoli, beneficati dall'amore di Dio rispondono per quanto loro possibile, con le opere di bene e secondo la volontà di Dio.
Ma i cristiani? Dove sono i cristiani? Dove sta il sale della Terra? E' forse divenuto insipido? Gesù ci ha detto: "quando tornerò, troverò ancora fede sulla terra?" Noi cristiani abbiamo un compito grande, perché grande è la grazia che quotidianamente il Signore Dio riversa su di noi abbondantemente: la testimonianza. Noi dobbiamo testimoniare con la nostra vita, la nostra preghiera e le nostre opere, l'esistenza di un Dio buono, salvatore e misericordioso!
Invochiamo dunque la misericordia del Signore, perché si estenda su di tutti, perché chi oggi è schiavo del demonio, possa convertirsi e diventare anch'egli parte della Chiesa, di Gesù, di Dio.
Un caro saluto,
Teòfilo.
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Francia
giovedì 29 novembre 2012
Colloquio N° 11
Carissimi,
desidero dedicare questo messaggio a Maria, madre del Signore nostro Gesù Cristo.
Di lei scrive San Luigi Maria Grignon de Montfort:
"Un’infinità di ottimi effetti produce nell’anima questa devozione fedelmente praticata [darsi interamente a Maria e per mezzo di lei a Gesù].
Il principale tra essi è che Maria viene a vivere nell’anima in modo che non è più l’anima che vive, ma è Maria che vive in essa e che viene a essere, per cosi dire, l’anima della stessa anima.
E quale meraviglia non opera Maria quando per una grazia veramente ineffabile viene ad essere Regina di un’anima?
È l’operatrice delle grandi meraviglie e lavora soprattutto nei cuori, e molte volte all’insaputa dell’anima stessa, poiché se questa si accorgesse di quanto avviene in lei si esporrebbe al pericolo di perdere, a causa della vanità, questa sua bellezza.
Maria è la Vergine feconda, in tutte le anime in cui va a vivere fa germogliare la purezza di cuore e di corpo, la rettitudine delle intenzioni e abbondanti opere buone.
Non credere che Maria, la più feconda delle pure creature che giunse al punto di produrre un Dio, rimanga inoperosa in un’anima fedele.
Sarà proprio ella che farà vivere l’anima incessantemente per Gesù Cristo, e farà vivere Gesù nell'anima:
“Figlioli miei, che io di nuovo partorisco, finché non sia formato Cristo in voi” (cf Gal 2,20).
Come nel venire al mondo Gesù volle essere frutto di Maria, cosi lo è egualmente per ciascuna anima; e in quelle in cui Maria può abitare più liberamente si vede meglio come è suo frutto e capolavoro. (…)
Essendo Dio venuto al mondo, la prima volta, nell'umiltà e nel nascondimento per mezzo di Maria, non si potrebbe affermare che per mezzo di Maria verrà anche la seconda volta per regnare in tutti, come attende la Chiesa, e per giudicare i vivi e i morti?
Nessuno sa come e quando avverrà; ma so che Dio, i cui disegni si innalzano sui nostri più che il cielo sulla terra, verrà nel tempo e nel modo meno sospettato dagli uomini, compresi i più versati e competenti in Sacra Scrittura, la quale in questo punto resta molto oscura.
Io però credo anche, che negli ultimi tempi, e forse più presto di quel che si pensa, Dio susciterà grandi uomini pieni dello Spirito Santo e dello spirito di Maria per mezzo dei quali questa divina Sovrana farà grandi meraviglie sulla terra, per distruggervi il peccato e stabilire nel mondo corrotto il regno di Gesù Cristo suo Figlio."
Da “La vera e perfetta devozione”, di San Luigi M. Grignion de Montfort (1673-1716), (nn. 55-59).
Maria, nelle sue apparizioni avvenute nel mondo nel corso dei secoli, ci invita alla conversione del cuore, alla carità verso il prossimo, per poter così giungere al cospetto di suo figlio Gesù. Maria come una madre premurosa e buona, ci conforta nel dolore, ci sostiene nella prova, gioisce della nostra gioia. Maria ci vuole salvi, oltre questa vita. Vuole guidarci in questo pellegrinaggio dell'anima nel mondo, indicandoci come una Stella la direzione giusta e sicura che porta a Gesù. Maria come ancella del Signore è fedele e quindi nella sua infinita umiltà è stata scelta da Dio per divenire Tempio dello Spirito Santo, Tabernacolo dell'Eterna Gloria! Maria è anche forte, fortissima: le è stato dato potere su tutto da Dio, di lei quale Fortezza inespugnabile il demònio ha il terrore e sempre lei è Salute degli infermi, Rifugio dei peccatori, Consolatrice degli afflitti. Lasciamoci amare da Maria, ascoltiamola nei messaggi che ci lascia: accogliamo il suo invito ad abbandonare la strada che ci porta alla morte per andare incontro al Signore. Maria è nostra Regina, è Regina degli Angeli, dei Patriarchi, dei Profeti, degli Apostoli, dei Martiri, dei veri cristiani, delle Vergini, di tutti i Santi, è Regina concepita senza peccato originale, Regina assunta in cielo, Regina del santo Rosario, della famiglia, e quindi infine della pace.
Quando l'Arcangelo Gabriele le portò il lieto Annuncio, la salutò benedicendola "«Ti saluto, o piena di grazia, il Signore è con te». A queste parole ella rimase turbata e si domandava che senso avesse un tale saluto. L'angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ecco concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e chiamato Figlio dell'Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine»"
Maria, dopo aver accolto l'annuncio del Signore, ha lodato il Signore, esprimendo la gioia che provava recitando il Magnificat:
L'anima mia magnifica il Signore
e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore,
perché ha guardato l'umiltà della sua serva.
D'ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata.
Grandi cose ha fatto in me l'Onnipotente
e Santo è il suo nome:
di generazione in generazione la sua misericordia
si stende su quelli che lo temono.
Ha spiegato la potenza del suo braccio,
ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore;
ha rovesciato i potenti dai troni,
ha innalzato gli umili;
ha ricolmato di beni gli affamati,
ha rimandato i ricchi a mani vuote.
Ha soccorso Israele, suo servo,
ricordandosi della sua misericordia,
come aveva promesso ai nostri padri,
ad Abramo e alla sua discendenza, per sempre.
Gloria al Padre e al Figlio
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre
nei secoli dei secoli. Amen.
Maria quindi è Specchio della santità divina, Sede della Sapienza, Causa della nostra gioia: onoriamola e veneriamola come a lei conviene, ricorrendo a lei e facendola dimorare nel nostro cuore.
Preghiamo come ci suggerisce San Luigi Maria Grignon de Montfort:
"Signore, da’ figli e servi a tua Madre: liberi secondo la tua libertà, distaccati da tutto; schiavi del tuo amore e del tuo volere, uomini secondo il tuo cuore; veri figli di Maria tua santa Madre, generati e concepiti dalla sua carità. Amen."
Un caro saluto,
Teòfilo
Ubicazione:
Mosca, Russia
lunedì 12 novembre 2012
Colloquio N° 9
Carissimi,
prepariamo il nostro spirito a pregare intensamente, perché verranno giorni difficili. Il cuore degli uomini è sempre più indurito, si avvicina inesorabile un periodo di guerre, che vedrà in primo luogo una escalation di tensioni nel medio oriente ove probabilmente si arriverà ad un conflitto tra Iran e Israele, con il coinvolgimento dell'Arabia Saudita, mentre un secondo scenario - forse parallelo - si aprirà nel sud-est asiatico, tra Cina e Giappone, con gli U.S.A. in supporto dei nipponici.
Preghiamo Dio, soltanto Lui può scongiurare le guerre! Preghiamo il Signore Gesù Cristo, che nella Sua Divina Misericordia perdona ciascuno di noi se ci pentiamo dei nostri peccati!
Digiuniamo e preghiamo, vestiamoci poveramente, dedichiamo almeno un'ora al giorno a pregare il Signore, a lodarlo, preghiamo per tutti gli uomini che sono schiavi del diavolo, che con il suo giogo opprimente li incatena nel peccato, nel vizio, nella perversione, nella cattiveria e nella malvagità!
Chiediamo al Signore: vieni da noi!
Facciamo in modo di essere esempio buono e costante per i nostri fratelli più piccoli in spirito, perché in noi vedano il volto Santo di Gesù così come noi in loro.
Unito nella preghiera vi rivolgo un caro saluto,
Teòfilo
domenica 11 novembre 2012
Santa Messa XXXII Domenica T.O.
Carissimi,
rendiamo grazie a Dio!
Teòfilo
Prima Lettura 1Re 17,10-16
La vedova fece con la sua farina una piccola focaccia e la portò a Elìa.
Dal primo libro dei Re
In quei giorni, il profeta Elìa si alzò e andò a Sarèpta. Arrivato alla porta della città, ecco una vedova che raccoglieva legna. La chiamò e le disse: «Prendimi un po' d'acqua in un vaso, perché io possa bere».
Mentre quella andava a prenderla, le gridò: «Per favore, prendimi anche un pezzo di pane». Quella rispose: «Per la vita del Signore, tuo Dio, non ho nulla di cotto, ma solo un pugno di farina nella giara e un po' d'olio nell'orcio; ora raccolgo due pezzi di legna, dopo andrò a prepararla per me e per mio figlio: la mangeremo e poi moriremo».
Elìa le disse: «Non temere; va' a fare come hai detto. Prima però prepara una piccola focaccia per me e portamela; quindi ne preparerai per te e per tuo figlio, poiché così dice il Signore, Dio d'Israele: "La farina della giara non si esaurirà e l'orcio dell'olio non diminuirà fino al giorno in cui il Signore manderà la pioggia sulla faccia della terra"».
Quella andò e fece come aveva detto Elìa; poi mangiarono lei, lui e la casa di lei per diversi giorni. La farina della giara non venne meno e l'orcio dell'olio non diminuì, secondo la parola che il Signore aveva pronunciato per mezzo di Elìa.
Salmo
Dal Salmo 145 (146)
R. Loda il Signore, anima mia.
Il Signore rimane fedele per sempre
rende giustizia agli oppressi,
dà il pane agli affamati.
Il Signore libera i prigionieri. R.
Il Signore ridona la vista ai ciechi,
il Signore rialza chi è caduto,
il Signore ama i giusti,
il Signore protegge i forestieri. R.
Egli sostiene l'orfano e la vedova,
ma sconvolge le vie dei malvagi.
Il Signore regna per sempre,
il tuo Dio, o Sion, di generazione in generazione. R.
Seconda Lettura Eb 9,24-28
Cristo si è offerto una volta per tutte per togliere i peccati di molti.
Dalla lettera agli Ebrei
Cristo non è entrato in un santuario fatto da mani d'uomo, figura di quello vero, ma nel cielo stesso, per comparire ora al cospetto di Dio in nostro favore. E non deve offrire se stesso più volte, come il sommo sacerdote che entra nel santuario ogni anno con sangue altrui: in questo caso egli, fin dalla fondazione del mondo, avrebbe dovuto soffrire molte volte.
Invece ora, una volta sola, nella pienezza dei tempi, egli è apparso per annullare il peccato mediante il sacrificio di se stesso. E come per gli uomini è stabilito che muoiano una sola volta, dopo di che viene il giudizio, così Cristo, dopo essersi offerto una sola volta per togliere il peccato di molti, apparirà una seconda volta, senza alcuna relazione con il peccato, a coloro che l'aspettano per la loro salvezza.
Vangelo Mc 12,38-44
Questa vedova, così povera, ha gettato nel tesoro più di tutti gli altri.
Dal Vangelo secondo Marco
In quel tempo, Gesù [nel tempio] diceva alla folla nel suo insegnamento: «Guardatevi dagli scribi, che amano passeggiare in lunghe vesti, ricevere saluti nelle piazze, avere i primi seggi nelle sinagoghe e i primi posti nei banchetti. Divorano le case delle vedove e pregano a lungo per farsi vedere. Essi riceveranno una condanna più severa».
Seduto di fronte al tesoro, osservava come la folla vi gettava monete. Tanti ricchi ne gettavano molte. Ma, venuta una vedova povera, vi gettò due monetine, che fanno un soldo.
Allora, chiamati a sé i suoi discepoli, disse loro: «In verità io vi dico: questa vedova, così povera, ha gettato nel tesoro più di tutti gli altri. Tutti infatti hanno gettato parte del loro superfluo. Lei invece, nella sua miseria, vi ha gettato tutto quello che aveva, tutto quanto aveva per vivere».
giovedì 8 novembre 2012
Colloquio N° 8
Carissimi,
in precedenza ho accennato al fatto che viviamo in una società occidentale di stampo nichilista. Desidero spiegarmi meglio, chiamando in aiuto don Ariel Stefano Levi di Gualdo con un estratto dalla sua ultima pregevole opera intitolata "E Satana si fece Trino":
"In quest'epoca del fallibilismo e tramonto degli assoluti, il concetto stesso di peccato, così com'era stato presagito, si riveste di relativismo. Ecco quindi che così si giunge al nichilismo che ha invaso il pensiero occidentale e che se fuso a quel senso di potenza che l'odierno progresso tecnico mette nell'uomo, si privilegia definire come debolismo, una sorta di teoria dell'indebolimento come carattere costitutivo dell'essere della fine.
Il relativismo è una dimensione socio-filosofica che può essere vissuta in due modi diversi: in una sorta di perenne indifferenza che inibisce ogni umano stupore o in modo cosiddetto fondamentalista, che è un modo violento e quindi affatto debole di stare nel relativismo, nel tentativo a tratti disperato di produrre stupore.
Dunque il relativismo - minaccia trasversale che vive in ogni epoca da sempre - racchiude in sé i germi dell'auto-distruzione sociale. Se in Protagora possiamo trovare in un certo senso il precursore della ontologia debole, il suo contemporaneo Gorgia di Leontini potrebbe essere definito un precursore del nichilismo. Tra i principali sostenitori del relativismo moderno spiccano Michel Eyquem de Montagne, Ralph Waldo Emerson, Friedrich Wilhelm Nietzsche, Friedrich Schiller. Il concetto di Protagora ("Nulla c'è, ma se anche qualcosa c'è non è conoscibile dall'uomo; e se anche è conoscibile, rimane incomunicabile agli altri") - diversamente ma ugualmente assimilato prima da Karl Marx poi da Sigmund Freud - ha finito per produrre quella storia del Novecento che, ad oggi nel Terzo Millennio è lungi dall'essere risolta ed in cui l'umanità si trova ancora a fare i conti."
Per concludere, riporto una intuizione di Jaques Maritain:
"Non si crede più al diavolo, né agli angeli cattivi; né ai buoni naturalmente. Essi non sono che sopravvissuti eterei di un museo di immagini babilonese. A dire il vero, il contenuto oggettivo al quale la fede dei nostri avi si appoggiava, è tutto un mito oramai, come il peccato originale per esempio: non è forse nostra grande preoccupazione oggi spazzar via il complesso di colpevolezza, come il Vangelo dell'Infanzia e la Resurrezione dei corpi e la Creazione. E come il Cristo storico, naturalmente. Il metodo fenomenologico e la scuola delle forme hanno cambiato tutto. La distinzione tra natura e grazia è un'invenzione scolastica, come la transustanziazione. L'Inferno, perché darsi da fare a negarlo? E' più semplice dimenticarlo, ed è probabilmente quanto si può far di meglio con l'Incarnazione e la Trinità. Ad essere sinceri, la massa dei nostri cristiani pensa forse mai a tali cose o all'anima immortale e alla vita futura? La Croce e la Redenzione, sublimazione estrema degli antichi miti e riti immolatori, sono da guardarsi come i grandi e commoventi simboli, per sempre impressi nella nostra immaginazione, dello sforzo e dei sacrifici collettivi necessari per portare la natura e l'umanità al grado d'unificazione e spiritualizzazione - e di potere sulla materia - in cui esse saranno infine liberate da tutte le antiche servitù, ed entreranno in una specie di gloria. La nostra fede, avendo così debitamente evacuato ogni oggetto specifico, può diventare finalmente ciò che realmente era, una semplice aspirazione sublimizzante. Tutta questa gente ha semplicemente finito di credere alla Verità e crede soltanto a verosimiglianze appuntate con uno spillo su alcune verità, che del resto invecchiano in fretta."
Unito con voi nella preghiera, vi invio un caro saluto.
Teòfilo
in precedenza ho accennato al fatto che viviamo in una società occidentale di stampo nichilista. Desidero spiegarmi meglio, chiamando in aiuto don Ariel Stefano Levi di Gualdo con un estratto dalla sua ultima pregevole opera intitolata "E Satana si fece Trino":
"In quest'epoca del fallibilismo e tramonto degli assoluti, il concetto stesso di peccato, così com'era stato presagito, si riveste di relativismo. Ecco quindi che così si giunge al nichilismo che ha invaso il pensiero occidentale e che se fuso a quel senso di potenza che l'odierno progresso tecnico mette nell'uomo, si privilegia definire come debolismo, una sorta di teoria dell'indebolimento come carattere costitutivo dell'essere della fine.
Il relativismo è una dimensione socio-filosofica che può essere vissuta in due modi diversi: in una sorta di perenne indifferenza che inibisce ogni umano stupore o in modo cosiddetto fondamentalista, che è un modo violento e quindi affatto debole di stare nel relativismo, nel tentativo a tratti disperato di produrre stupore.
Dunque il relativismo - minaccia trasversale che vive in ogni epoca da sempre - racchiude in sé i germi dell'auto-distruzione sociale. Se in Protagora possiamo trovare in un certo senso il precursore della ontologia debole, il suo contemporaneo Gorgia di Leontini potrebbe essere definito un precursore del nichilismo. Tra i principali sostenitori del relativismo moderno spiccano Michel Eyquem de Montagne, Ralph Waldo Emerson, Friedrich Wilhelm Nietzsche, Friedrich Schiller. Il concetto di Protagora ("Nulla c'è, ma se anche qualcosa c'è non è conoscibile dall'uomo; e se anche è conoscibile, rimane incomunicabile agli altri") - diversamente ma ugualmente assimilato prima da Karl Marx poi da Sigmund Freud - ha finito per produrre quella storia del Novecento che, ad oggi nel Terzo Millennio è lungi dall'essere risolta ed in cui l'umanità si trova ancora a fare i conti."
Per concludere, riporto una intuizione di Jaques Maritain:
"Non si crede più al diavolo, né agli angeli cattivi; né ai buoni naturalmente. Essi non sono che sopravvissuti eterei di un museo di immagini babilonese. A dire il vero, il contenuto oggettivo al quale la fede dei nostri avi si appoggiava, è tutto un mito oramai, come il peccato originale per esempio: non è forse nostra grande preoccupazione oggi spazzar via il complesso di colpevolezza, come il Vangelo dell'Infanzia e la Resurrezione dei corpi e la Creazione. E come il Cristo storico, naturalmente. Il metodo fenomenologico e la scuola delle forme hanno cambiato tutto. La distinzione tra natura e grazia è un'invenzione scolastica, come la transustanziazione. L'Inferno, perché darsi da fare a negarlo? E' più semplice dimenticarlo, ed è probabilmente quanto si può far di meglio con l'Incarnazione e la Trinità. Ad essere sinceri, la massa dei nostri cristiani pensa forse mai a tali cose o all'anima immortale e alla vita futura? La Croce e la Redenzione, sublimazione estrema degli antichi miti e riti immolatori, sono da guardarsi come i grandi e commoventi simboli, per sempre impressi nella nostra immaginazione, dello sforzo e dei sacrifici collettivi necessari per portare la natura e l'umanità al grado d'unificazione e spiritualizzazione - e di potere sulla materia - in cui esse saranno infine liberate da tutte le antiche servitù, ed entreranno in una specie di gloria. La nostra fede, avendo così debitamente evacuato ogni oggetto specifico, può diventare finalmente ciò che realmente era, una semplice aspirazione sublimizzante. Tutta questa gente ha semplicemente finito di credere alla Verità e crede soltanto a verosimiglianze appuntate con uno spillo su alcune verità, che del resto invecchiano in fretta."
Unito con voi nella preghiera, vi invio un caro saluto.
Teòfilo
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Ubicazione:
Sud Corea
giovedì 1 novembre 2012
In Omnium Sanctrum
Santi e Sante di Dio, pregate per noi e per il mondo intero!
Da YouTube: Claudio Monteverdi - Gloria a 8 voci
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Ubicazione:
Germania
mercoledì 31 ottobre 2012
Colloquio N° 5
Carissimi,
oggi particolarmente occorre pregare con maggiore intensità, partecipando se possibile ad Adorazioni Eucaristiche o S.S. Messe di riparazione, perché in questo giorno, nel mondo, quanti vivono nelle tenebre della morte e del peccato irreparabile celebrano le lodi all'ingannatore per eccellenza, al falsario, il padre della menzogna: il demonio.
La ricorrenza, apparentemente innocua, è in realtà il varco di accesso nonché il grimaldello che il demonio impiega per entrare a pieno titolo nelle abitudini quotidiane delle popolazioni del mondo: e non importa se la maggior parte non praticano riti diabolici dai contenuti sacrificali, propiziatori, orgiastici, magici, perché al contempo il messaggio di morte, di dannazione, di terrore e paura è filtrato, anzi già (e soprattutto) ai più piccoli si insinuano queste immagini orribili. Ecco: in questo senso il demonio ha già sferrato il suo colpo.
Come dice S.E. Mons. Gualtiero Bassetti, Vescovo di Perugia: [...] e particolarmente noi cristiani stiamo attenti a non diventare delle "zucche vuote"!
Una news dell'agenzia ASCA, corrobora quanto detto con questo articolo che cita la Chiesa Cattolica Polacca nella denuncia contro l'usanza di halloween da parte dell' Arcidiocesi di Varsavia.
Da "Vade Retro" (TV2000):
Detto questo, di fronte a questo nuovo attacco del maligno, concentriamoci con trasporto alla vera ricorrenza che l'umanità celebra domani 1° Novembre: Tutti i Santi.
E' una ricorrenza bellissima, che soltanto un Dio che ci ama e che ci salva poteva donarci! Ma vi immaginate? Quante persone hanno in piccolo o in grande, preferito in quel momento cruciale della vita - che capita a ciascuno - di seguire Cristo, di amare, accogliendo completamente l'amore di Cristo: e ciò ha fruttato cento volte tanto quì sulla terra e infinitamente nel Cielo! E quanti Santi nel mondo hanno testimoniato e testimoniano questo amore, con il martirio, ma pure con vite semplici, o con vite agiate! L'importante infatti è per ognuno di noi accogliere l'amore di Dio e poi ascoltare ciò che il Signore ha preparato per noi, la vocazione di ognuno, e quindi infine pregare, pregare, pregare! come dice la nostra Madre Celeste la Beata Vergine Maria.
Concludo questo colloquio segnalandovi un articolo a cura di Padre Angelo del Favero pubblicato oggi su zenit dedicato ai Santi, accanto al quale desidero riportare una citazione di Papa Gregorio magno: "l'uomo comincia a vivere quando termina con la morte della carne questa vita visibile".
Un caro saluto,
Teòfilo
oggi particolarmente occorre pregare con maggiore intensità, partecipando se possibile ad Adorazioni Eucaristiche o S.S. Messe di riparazione, perché in questo giorno, nel mondo, quanti vivono nelle tenebre della morte e del peccato irreparabile celebrano le lodi all'ingannatore per eccellenza, al falsario, il padre della menzogna: il demonio.
La ricorrenza, apparentemente innocua, è in realtà il varco di accesso nonché il grimaldello che il demonio impiega per entrare a pieno titolo nelle abitudini quotidiane delle popolazioni del mondo: e non importa se la maggior parte non praticano riti diabolici dai contenuti sacrificali, propiziatori, orgiastici, magici, perché al contempo il messaggio di morte, di dannazione, di terrore e paura è filtrato, anzi già (e soprattutto) ai più piccoli si insinuano queste immagini orribili. Ecco: in questo senso il demonio ha già sferrato il suo colpo.
Come dice S.E. Mons. Gualtiero Bassetti, Vescovo di Perugia: [...] e particolarmente noi cristiani stiamo attenti a non diventare delle "zucche vuote"!
Una news dell'agenzia ASCA, corrobora quanto detto con questo articolo che cita la Chiesa Cattolica Polacca nella denuncia contro l'usanza di halloween da parte dell' Arcidiocesi di Varsavia.
Da "Vade Retro" (TV2000):
Detto questo, di fronte a questo nuovo attacco del maligno, concentriamoci con trasporto alla vera ricorrenza che l'umanità celebra domani 1° Novembre: Tutti i Santi.
E' una ricorrenza bellissima, che soltanto un Dio che ci ama e che ci salva poteva donarci! Ma vi immaginate? Quante persone hanno in piccolo o in grande, preferito in quel momento cruciale della vita - che capita a ciascuno - di seguire Cristo, di amare, accogliendo completamente l'amore di Cristo: e ciò ha fruttato cento volte tanto quì sulla terra e infinitamente nel Cielo! E quanti Santi nel mondo hanno testimoniato e testimoniano questo amore, con il martirio, ma pure con vite semplici, o con vite agiate! L'importante infatti è per ognuno di noi accogliere l'amore di Dio e poi ascoltare ciò che il Signore ha preparato per noi, la vocazione di ognuno, e quindi infine pregare, pregare, pregare! come dice la nostra Madre Celeste la Beata Vergine Maria.
Concludo questo colloquio segnalandovi un articolo a cura di Padre Angelo del Favero pubblicato oggi su zenit dedicato ai Santi, accanto al quale desidero riportare una citazione di Papa Gregorio magno: "l'uomo comincia a vivere quando termina con la morte della carne questa vita visibile".
Un caro saluto,
Teòfilo
Ubicazione:
Portogallo
mercoledì 24 ottobre 2012
Colloquio N° 2
Carissimi,
il colloquio odierno è volto a suscitare in noi un interrogativo, riprendendo ciò che il Santo Padre Benedetto XVI nella catechesi tenuta durante la consueta udienza del Mercoledì (17/10/2012), ha posto a tutti gli uditori: Il cristiano deve domandarsi: la fede è veramente la forza trasformante nella nostra vita, nella mia vita?. Oppure, al contrario, essa è soltanto “uno degli elementi che fanno parte dell’esistenza?.
Lodiamo dunque l'Intenzione del Papa, che attraverso il nuovo ciclo di catechesi, intende rafforzare in tutti noi la certezza della Fede come "anima" della nostra vita, niente affatto separata dalla quotidianità concreta. Mettiamo in pratica i suoi insegnamenti, preziosi aiuti per comprendere e rinvigorire quanto insegnato da Gesù!
Vorrei inoltre indicarvi, un prezioso contributo di S.E. Mons. Vincenzo Pelvi, Arcivescovo Ordinario militare per l'Italia, consistente nella Lettera manoscritta in occasione dell'inaugurazione dell'Anno della Fede, intitolata Non Temere, soltanto abbi Fede!
Da tale prezioso documento vorrei indicarvi una preghiera, specifica per domandare a Dio la Fede, essendo la stessa come sappiamo, un Dono prima che una nostra azione. La Fede è sempre una risposta all'amore che Dio per primo ha per ciascuno di noi, chiamandoci ognuno per nome, amandoci sempre in ogni istante di questo pellegrinaggio tanto lungo e tanto breve chiamato vita.
Un caro saluto,
Teòfilo
il colloquio odierno è volto a suscitare in noi un interrogativo, riprendendo ciò che il Santo Padre Benedetto XVI nella catechesi tenuta durante la consueta udienza del Mercoledì (17/10/2012), ha posto a tutti gli uditori: Il cristiano deve domandarsi: la fede è veramente la forza trasformante nella nostra vita, nella mia vita?. Oppure, al contrario, essa è soltanto “uno degli elementi che fanno parte dell’esistenza?.
Lodiamo dunque l'Intenzione del Papa, che attraverso il nuovo ciclo di catechesi, intende rafforzare in tutti noi la certezza della Fede come "anima" della nostra vita, niente affatto separata dalla quotidianità concreta. Mettiamo in pratica i suoi insegnamenti, preziosi aiuti per comprendere e rinvigorire quanto insegnato da Gesù!
Vorrei inoltre indicarvi, un prezioso contributo di S.E. Mons. Vincenzo Pelvi, Arcivescovo Ordinario militare per l'Italia, consistente nella Lettera manoscritta in occasione dell'inaugurazione dell'Anno della Fede, intitolata Non Temere, soltanto abbi Fede!
Da tale prezioso documento vorrei indicarvi una preghiera, specifica per domandare a Dio la Fede, essendo la stessa come sappiamo, un Dono prima che una nostra azione. La Fede è sempre una risposta all'amore che Dio per primo ha per ciascuno di noi, chiamandoci ognuno per nome, amandoci sempre in ogni istante di questo pellegrinaggio tanto lungo e tanto breve chiamato vita.
Un caro saluto,
Teòfilo
Preghiera per conseguire la fede
Signore, io credo; io voglio credere in Te.
O Signore, fa’ che la mia fede sia piena, senza riserve, e che essa penetri nel mio pensiero, nel mio modo di giudicare le cose divine e le cose umane;
O Signore, fa’ che la mia fede sia libera; cioè abbia il concorso personale della mia adesione, accetti le rinunce ed i doveri ch’essa comporta e che esprima l’apice decisivo della mia personalità: credo in Te, o Signore;
O Signore, fa’ che la mia fede sia certa; certa d’una esteriore congruenza di prove e di un’interiore testimonianza dello Spirito Santo, certa d’una sua luce rassicurante, d’una sua conclusione pacificante, d’una sua assimilazione riposante;
O Signore, fa’ che la mia fede sia forte, non tema le contrarietà dei problemi, onde è piena l’esperienza della nostra vita avida di luce, non tema le avversità di chi la discute; la impugna, la rifiuta, la nega; ma si rinsaldi nell’intima prova della Tua verità; resista alla fatica della critica, si corrobori nella affermazione continua sormontante le difficoltà dialettiche e spirituali, in cui si svolge la nostra temporale esistenza;
O Signore, fa’ che la mia fede sia gioiosa e dia pace e letizia al mio spirito, e lo abiliti all’orazione con Dio e alla conversazione con gli uomini, così che irradi nel colloquio sacro e profano l’interiore beatitudine del suo fortunato possesso;
O Signore, fa’ che la mia fede sia operosa e dia alla carità le ragioni della sua espansione morale, così che sia vera amicizia con Te e sia di Te nelle opere, nelle sofferenze, nell’attesa della rivelazione finale, una continua ricerca, una continua testimonianza, un alimento continuo di speranza;
O Signore, fa’ che la mia fede sia umile e non presuma fondarsi sull’esperienza del mio pensiero e del mio sentimento; ma si arrenda alla testimonianza dello Spirito Santo, e non abbia altra migliore garanzia che nella docilità alla Tradizione e all’autorità del magistero della santa Chiesa.
Amen
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